Stucco e pittura: al lavoro per restituire bellezza alla scuola
Durante le vacanze di Natale, mentre molti giustamente si dedicavano a panettoni, torroni e meritato riposo, un gruppo di studenti e di insegnanti volontari e coraggiosi ha deciso di fare qualcosa di decisamente fuori moda: prendersi cura della scuola.
Le aule del primo piano, che negli anni si erano arricchite di una collezione sempre più ampia di graffiti – una sorta di museo permanente di arte contemporanea spontanea, purtroppo non ancora riconosciuto dal MoMA – sono state completamente ripitturate.
Prima, però, un lavoro meno visibile ma
fondamentale: stuccare, sistemare, riparare, restituendo dignità alle pareti prima ancora del colore.
Secchi, rulli, pennelli e tanta buona volontà hanno preso il posto delle firme anonime e delle scritte creative, trasformando spazi stanchi e segnati in aule luminose, pulite e accoglienti, pronte a tornare a essere luoghi di studio, confronto e crescita.
Non si è trattato solo di un intervento estetico, ma di un gesto profondamente educativo: prendersi cura degli ambienti comuni significa riconoscerli come propri, rispettarli e sentirsi parte di una comunità.
Una lezione di educazione civica concreta, fatta con le mani sporche di vernice e il sorriso di chi sa di aver fatto qualcosa di utile.
A studenti e docenti che hanno dedicato tempo ed energie a questo lavoro va un ringraziamento
sincero da parte di tutta la scuola.
Il primo piano oggi non è solo più bello: è il segno tangibile di ciò che può nascere quando senso di appartenenza e responsabilità si trasformano in azione.
E l’arte moderna?
Quella, da oggi in poi, la lasciamo ai libri!





